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Il Centro presenta un ampio spazio espositivo dedicato all'ambiente litoraneo e alla cultura del territorio, allestito con materiali e strumenti didattici che permettono un approccio interattivo ai contenuti proposti. Durante tutto l'anno vengono organizzate numerose manifestazioni culturali e laboratori didattici per le scuole. E' dotato di una sala polifunzionale completamente attrezzata per conferenze e laboratori didattici e di una saletta lettura e computer.
A pochi passi da uno dei tratti più belli della spiaggia di Eraclea Mare, il laboratorio è gestito dalla cooperativa di operatori naturalisti Limosa. E' un luogo pensato per esercitare la curiosità, un centro nato per incontrare il territorio e i suoi gioielli naturali. Un'istituzione, di proprietà del Comune, allestita recuperando un vecchio stabile di archeologia industriale immerso nel verde. Così si presenta il Laboratorio Territoriale di Educazione Ambientale di Eraclea Mare: quello che era, un tempo, un essiccatoio costruito durante la Seconda Guerra Mondiale è stato trasformato in una autentica fucina per lo studio e la conoscenza del territorio
Le visite guidate all'esposizione si accompagnano a numerose altre attività: dai congressi ai corsi di formazione, alle escursioni naturalistiche. Il Laboratorio Territoriale è collegato attraverso una rete di itinerari ciclabili e sentieri natura alle più significative realtà naturalistiche della zona come la Laguna del Mort e la foce del Piave.
Il Centro è aperto da settembre a maggio, ogni primo week-end del mese, il sabato e la domenica dalle 9.00 alle 17.00; da giugno ad agosto tutti i giorni, ad eccezione del martedì, dalle 9.00 alle 17.00. Per i gruppi organizzati : tutti i giorni su prenotazione. CENTRO LIMOSA Via degli Abeti 2 30020-Eraclea Mare/VE tel. +39 0421-66024 |
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A cavallo tra il XV e il XVI secolo la Repubblica Serenissima era all'apice del suo splendore. Al servizio della nobiltà veneziana si misero nei tre secoli seguenti tutti i migliori architetti veneti che costruirono di vacanze e di piacere. Molte di queste splendide ville si trovano nella Riviera del Brenta che si estende lungo l'antico corso dell'omonimo fiume che unisce Padova a Venezia. La prima dimora che si incontra è Villa Foscari, detta la "Malcontenta", il cui grande fascino nasce probabilmente dalla sua aria quasi ostile. Opera del Palladio, all'interno è caratterizzata dalla grandiosità del salone a forma crociata. Proseguendo si incontrano i Palazzi Contarini e Foscari (dove soggiornò a lungo Lord Byron) e Villa Alessandri prima di arrivare a Mira. Il paese è nato nel Medioevo con i barcaroli che collegavano la Riviera del Brenta a Venezia ed è poi diventato uno dei posti più ricercati dalla nobiltà veneta. Qui si trovano infatti numerose splendide ville. A partire da villa Widmann, sulla riviera vicino al ponte della Rescossa, con una storia travagliata (si sono alternati diversi proprietari: prove ne sono le decorazioni all'interno un misto d'arte veneziana e lombarda, passò in mano anche ai "milanesi" Serbelloni). Tra le altre dimore da visitare a Mira le ville Valmarana e Venier (con gli affreschi della scuola del Veronese). L'itinerario prosegue toccando Fiesso d'Artico, dove si incontrano le ville Soranzo e Pisani de Lazara, detta "La Barbariga", e Stra con le le ville Badoer, Cappello, Gritti, Foscarini, Loredana e la più celebre villa Pisani. |
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Il cuore della città di Venezia è Piazza San Marco, per definizione l'unica a meritarsi il nome di piazza: le altre piazze sono chiamate infatti "campi" o "campielli". La Basilica di San Marco appare al centro della piazza, colorata d'oro e rivestita da mosaici che raccontano la storia di Venezia, assieme ai meravigliosi bassorilievi che raffigurano i mesi dell'anno. Sopra la porta principale, i quattro cavalli bronzei di Costantinopoli, (sono copie: gli originali sono nel museo di San Marco) ricordano la quarta Crociata del 1204. La sua forma a croce greca è sovrastata da cinque enormi cupole. È la terza Basilica dedicata a San Marco che sorge in questo luogo: le prime due andarono distrutte. Pare che questa versione sia stata ispirata dalla Basilica di Santa Sofia di Costantinopoli. L'interno è rivestito di mosaici a fondo oro che raffigurano passi biblici e allegorici. Inizialmente, era la cappella dei Dogi della Repubblica di Venezia. Il Palazzo Ducale sorge a fianco della Basilica: a unirli, la Porta della Carta, meravigliosa opera di Bartolomeo Bon, che oggi è l'uscita del museo di Palazzo Ducale. L'ingresso principale è sul lato che guarda alla laguna. Sede del governo della Serenissima, è stato costruito nel XV secolo con marmi d'Istria. Qui sorgeva un castello, poi dato alle fiamme per far uscire Pietro IV Candiano che vi aveva trovato rifugio durante una sommossa. Ora il Palazzo è un museo, con opere dei migliori artisti veneziani: la Biblioteca Sansovina, che si trova al suo interno, ospita delle mostre temporanee. Da vedere la Sala del Maggior Consiglio, che per secoli fu la più grande sede di governo del mondo, il Ponte dei Sospiri, le carceri e i Piombi. Di fronte al Palazzo Ducale sorge il campanile di San Marco: costruito nel 1173 come faro per i naviganti, fu restaurato da Bartolomeo Bon nel XV secolo. Crollò il 14 luglio 1902 e venne interamente ricostruito. La loggetta in marmo rosso di Verona è un'opera di Jacopo Sansovino, e su di essa si trovano i bassorilievi che raffigurano allegorie con le imprese della Repubblica del Leone. Un altro simbolo della città è il Ponte di Rialto: opera di Andrea Da Ponte, sorse nel 1591. Costituiva l'unico modo di attraversare il Canal Grande a piedi: infatti, rimase l'unico ponte fino al 1854, quando gli Austriaci eressero il Ponte dell'Accademia. Sui lati del corpo centrale si trovano negozi di lusso mentre, alla fine del ponte, nel sestiere di San Polo, la pittoresca pescheria e la chiesa di San Giacomo di Rialto. Altri importanti monumenti veneziani sono l'Arsenale, la chiesa di Santa Maria della Salute, la basilica di Santa Maria gloriosa dei Frari, le sinagoghe del Ghetto. I canali principali della città sono il Canal Grande ed il Canale della Giudecca. Il primo taglia in due la città tracciando una "S", il secondo separa il centro storico propriamente detto dall'isola della Giudecca. |
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La nascita di Venezia avvenne con il graduale trasferimento a Rialto (Rivum Altum), Torcello e Malamocco (Metamaucos) del potere imperiale che era sopravvissuto nella laguna nelle precedenti citta di Eraclea e, in parte, di Jesolo. Gli abitanti della terraferma vi avrebbero però trovato rifugio già in epoca precedente a seguito delle varie ondate di invasioni barbariche che si succedettero dal V secolo. Lo spostamento si sviluppo gradualmente nei secoli Vi e VII con il graduale interramento delle lagune orinetali che, in ta modo, esponevano ad attacchi militari le originarie città leader dell'estuario.
Quando Carlo Magno fu incoronato Imperatore, Venezia apparteneva a quei territori italici che rimasero sotto il dominio dell'Impero Bizantino. La spiccata vocazione per mercanteggiare, e le ricchezze delle famiglie patrizie in essa residenti, la portarono ad ottenere una sempre maggiore indipendenza da Bisanzio. È annoverata fra le Repubbliche marinare, insieme a Genova, Pisa e Amalfi: tra queste, fu l'unica a reggere l'usura del tempo e a non piegarsi mai a dominatori stranieri fino a Napoleone. Il capo del governo era il Doge (dal latino dux), il quale vide, col passare del tempo, il suo potere sempre più vincolato da nuovi organi istituzionali. Molti Dogi, soprattutto prima dell'anno mille, si videro costretti a prendere i voti perché i cittadini li reputavano troppo bramosi di potere: alcuni vennero anche uccisi. All'apice della sua potenza, Venezia dominava gran parte delle coste dell'Adriatico, regioni quali la Dalmazia, l'Istria, molte delle isole dell'Egeo, Beozia, Eubea, Creta, Cipro, Corfù, ed era la principale potenza militare e tra le principali forze mercantili nel Medio oriente. Nel XV secolo il territorio della Repubblica si estendeva da Brescia all'Istria ed alla Dalmazia (fino a Cattaro), e da parte dell'attuale provincia di Belluno, al polesine veneto.
Nel XVIII secolo Venezia fu per certo tra le città più raffinate d'Europa, con una forte influenza sull'arte, l'architettura e la letteratura del tempo. Il territorio della Repubblica Veneta comprendeva Veneto, Istria, Dalmazia, Cattaro e parte della Lombardia. Dopo oltre 1000 anni d'indipendenza, il 12 maggio 1797 la città venne conquistata da Napoleone Bonaparte: successivamente, il doge Ludovico Manin venne costretto da Napoleone ad abdicare e venne sciolto il Consiglio della Repubblica, per proclamare il "Governo Provvisorio della Municipalità di Venezia".
Con la restaurazione ed il Trattato di Campoformio tra francesi ed austriaci, il 17 ottobre 1797 la "Municipalità di Venezia" cessò di esistere e furono ceduti all'Austria il Veneto, l'Istria, la Dalmazia e le Bocche di Cattaro, che andarono a formare la "Provincia veneta" dell'Impero Austro-Ungarico sotto Francesco II d'Asburgo Lorena: gli Austriaci entrarono in città il 18 gennaio 1798. Nel 1848 partecipò attivamente ai moti rivoluzionari, sotto l'iniziativa di Daniele Manin. Nel 1866 entrò a far parte del Regno d'Italia. |
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